lunedì 17 aprile 2017

#PsicoStoria: Lo sbarco della "Baia dei Porci" e perché fu un disastro "annunciato".

Saremmo tentati di pensare che il detto popolare "Due teste sono meglio di una" sia una perla di saggezza valida in ogni occasione, in quanto generalmente riteniamo che il gruppo possa aiutare a ridurre le posizioni eccessive dei singoli, a scovare gli errori individuali e permettere la condivisione di informazioni utili per il processo decisionale. In realtà non è sempre così e il perché lo comprendiamo meglio quando, in psicologia sociale, affrontiamo i processi e le dinamiche all'interno dei gruppi, tra cui il cosiddetto pensiero di gruppo. Il concetto di pensiero di gruppo (in inglese Groupthink) fu elaborato nel 1982 da Irving Janis, il quale sosteneva che la spinta verso una forte coesione interna, inviti i componenti dei gruppi a ricercare l'unanimità, invece che a considerare le reali alternative a disposizione e che riesca a esortare le persone ad abbandonare le proprie convinzioni in favore di un pensiero di gruppo. La condivisione sociale, dunque, offre una sicurezza che mette in secondo piano la realtà dei fatti. Il pensiero di gruppo si presenta, quindi, come una patologia del sistema di pensiero. Secondo Janis il tipico esempio di pensiero di gruppo è anche un "classico" della decisione sbagliata: lo sbarco della "Baia dei Porci" . Prima di spiegare perché questo evento storico/militare possa essere preso ad esempio come modello di come non prendere una decisione, facciamo un piccolo excursus storico:
Fonte: Wikipedia
"L'evento storico/militare inerente la "Baia dei Porci" si consumò tra il 15 e il 19 aprile 1961. Per gli USA fu un vero e proprio disastro. L'operazione fu organizzata dalla CIA, per abbattere il regime di Fidel Castro ma il risultato fu quello di rafforzare il regime castrista e gettarlo definitivamente nelle braccia sovietiche. L'Operazione Pluto, così chiamata, fallì mandando a morte la Brigata 2506. In sintesi, nel 1961 l'amministrazione Kennedy decise che forze armate statunitensi avrebbero aiutato lo sbarco a Cuba (nella Baia dei Porci, appunto) di 1200 esuli cubani contrari a Fidel Castro (...) L'azione si rivelò un completo fallimento in quanto le navi di appoggio furono affondate dall'aviazione cubana e, a rispondere ai 1200 esuli si ritrovarono circa 20.000 soldati cubani che li sconfissero e imprigionarono. Gli Stati Uniti, alla fine, pagarono un riscatto di milioni di dollari per la liberazione dei prigionieri e l'Unione Sovietica fornì a Cuba armi nucleari per evitare ulteriori conflitti."
Fonte: Cultura
La domanda, quindi, sorge spontanea: chi ebbe l'idea di proporre questo genere di operazione? Sarà forse stupefacente, ma fu un comitato costituito appositamente per prendere questa decisione e che aveva all'interno eminenti personalità provenienti dal mondo universitario, economico e militare. Capiamo, dunque, che il problema del pensiero di gruppo non è l'incompetenza dei membri del gruppo stesso e questo vale ancor di più in questo caso, ma secondo Janis lo è il fatto che gruppi di questo tipo debbano prendere decisioni importanti in fretta, che subiscano forti pressioni dall'esterno e che siano oggetto di notevoli aspettative, in quanto tutto ciò rafforza la spinta verso l'unanimità e porta a una sovrastima della propria forza e alla percezione di essere soli nel dover prendere la decisione, senza interventi esterni. La decisione sarà dunque basata più sul supporto reciproco tra i membri del gruppo che su un'accurata analisi della realtà.

Secondo voi il pensiero di gruppo è inevitabile? E se no, come può essere arginata la probabilità che si presenti? Vi lascio la libertà di rispondere a queste domande, con la promessa di scrivere presto un post di risposta che riprenderà un altro evento storico.

A presto,
Laura.

Fonti:

Ringrazio Daniele per la preziosissima consulenza storica.



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