sabato 5 novembre 2016

Cos'è la Psicologia?

"La più grande scoperta della mia generazione è che gli esseri umani possono cambiare le loro vite cambiando le loro abitudini mentali."
- William James

C'era una volta,
una ragazza di nome Lucy che, differentemente dalle donne di oggi, non guardava sognante le vetrine di Louis Vuitton e non si fiondava da Sephora a partire dal minuto dopo l'uscita della nuova sfavillante collezione di rossetti MAC, ma che passava (probabilmente) la maggior parte del suo tempo a mangiare e guardare meravigliosi paesaggi non ancora deturpati da orrende, quanto utili, pale eoliche. Sono quasi certa che la sua passione per i rossetti non fosse ancora sbocciata semplicemente perché non aveva nemmeno l'idea di cosa fosse un rossetto dato che, nella sua vita, a contare di più era l'istinto di sopravvivenza... vista la stranezza e pericolosità delle specie animali che popolavano il Pianeta Blu all'epoca.
Ormai lei non c'è più (e nemmeno i suoi lontani parenti) e sono molti, moltissimi, gli eventi che sono successi da allora: la nostra specie ha imparato a cacciare, coltivare, comunicare, produrre arte, si è spostata in altri territori colonizzando tutto il mondo, ha inventato la scrittura, il sistema legislativo, costruito le piramidi, solcato i mari con resistentissime navi, concepito il concetto di religione, dato spazio a numerose domande sull'esistenza e di tipo filosofico, conosciuto Romolo, Remo, Attila e Gesù Cristo, vissuto il Rinascimento, combattuto una serie di guerre, affrontato la Rivoluzione Francese... e inventato lo smartphone. E nonostante tutto ciò che abbiamo passato, le donne ancora non si capacitano del fatto che gli uomini non trovino i calzini nei cassetti (e in effetti...).


Ecco a voi un progenitore dei selfie proveniente dall'Independent

Tutta questa premessa, per porvi un interrogativo: come abbiamo fatto a fare tutto questo? Qual è stata la maggiore linea di discrimine tra noi e le altre specie animali (almeno dal punto di vista scientifico)? 
Il cervello. Meglio ancora: l'evoluzione del cervello. Infatti la specie di Lucy (gli Australopitechi) aveva un cranio che misurava dai 450 ai 620 cm cubici che, se confrontato con le dimensioni attuali (Homo sapiens sapiens) corrisponde circa a 1/3. Ciò significa che poteva contenere poca materia grigia e che, quindi, tante delle cose che per noi oggi sono normali, all'epoca erano semplicemente impensabili* (poi dicono che le dimensioni non contano).

Una fantastica infografica da: Icarcervia

Detto questo, come possiamo conoscere questo meraviglioso strumento che abbiamo tra le mani (o meglio, nel cranio...)? La disciplina che si occupa di studiare il cervello nelle sue numerose sfaccettature è la Psicologia, ma di lei sappiamo praticamente solo questo. Se qualcuno ci chiedesse cos'è davvero la Psicologia e quindi come fa a occuparsi di questo intricato quanto semi-sconosciuto argomento, dubito che sapremmo rispondere. Facciamo, quindi, un po' di chiarezza.
Partendo dalla definizione ufficiale (grazie Wikipedia!), la Psicologia è la disciplina che studia i processi psichici, mentali e cognitivi nelle loro componenti consce e inconsce, attraverso l'uso del metodo scientifico e/o appoggiandosi ad una prospettiva soggettiva intrapersonale. Tale studio riguarda quindi i processi cognitivi e intrapsichici dell'individuo, il comportamento umano individuale e di gruppo e i rapporti tra il soggetto e l'ambiente. 
Dunque, questa disciplina osserva ciò che chiamiamo "mente", il nostro comportamento e il nostro modo di interagire con l'ambiente, sottoponendo il tutto al vaglio della scienza. E l'oggetto del suo studio, strano ma vero, è proprio uno dei motivi per cui la Psicologia stenta ad essere vista, da alcuni, come una scienza vera e propria. Come mai? Mi spiego: se voi voleste sapere il peso di una mela, la porreste su una bilancia e ne sapreste il peso esatto, mentre se voi voleste sapere il livello di ansia del vostro compagno di corso prima di un esame, dovreste usare degli indicatori quali il battito cardiaco, la sudorazione, ecc... e se facendogli la domanda: "Sei ansioso?" vi rispondesse: "Sì, moltissimo"... l'unica informazione che avreste è che lui percepisce di essere molto in ansia (ma magari il suo stesso livello di ansia per un'altra persona potrebbe essere "normale" o "accettabile"). Insomma, non si può misurare l'oggetto di studio direttamente e ciò rende le cose un po' più difficili (oltre al fatto che, entro la psicologia stessa, ci sono differenze tra le varie prospettive). E questo è solo un esempio. Per sintetizzare, le maggiori critiche alla scientificità della Psicologia, sono:

  1. La metodologia: il ricercatore "modifica" l'oggetto di studio interagendoci, ciò non avviene comunque per tutti i settori della psicologia e per mitigare gli effetti è stato approntato un metodo di ricerca che regoli e limiti la raccolta dei dati non ottenibili altrimenti;
  2. La ricerca in laboratorio tende a modificare gli oggetti di studio: vero per alcuni ambiti (come la psicologia sociale) dove per questo si usano altri metodi di ricerca, è utilizzata invece in altri ambiti in quanto garantisce il controllo delle variabili e lo studio solo di quella di interesse;
  3. Viene osservato solo il risultato di un processo: la maggior parte di queste critiche si ferma al periodo del comportamentismo, ma negli ambiti dove ancora esiste questo problema si adottano delle tecniche che permettono di studiare il processo nelle sue subcomponenti e cercare di comprenderlo.

Considerando che alcuni di questi problemi sono appannaggio anche della Fisica (considerata una delle scienze "per eccellenza") e considerato anche che la Psicologia possiede tutte le caratteristiche della scienza (di cui parleremo in un altro post, altrimenti questo diventa lungo quanto Guerra e Pace...), sì... la Psicologia è una scienza e in quanto tale, oltre a lettini freudiani e psicologi con pipa e calzini a rombi, si avvale sia di esperimenti (sia in laboratorio che sul campo) che della statistica (che applicata alla Psicologia viene definita Psicometria) per analizzare i dati rilevati. 

Una frizzantissima immagine proveniente da: Roars

Ad ogni modo, come abbiamo detto nella definizione, la Psicologia studia processi psichici, mentali e cognitivi, dove per processi psichici s'intendono delle azioni, coordinate tra loro, che portano a un risultato (o comunque finiscono) e che si svolgono all'interno della psiche, alla luce della coscienza (consapevoli del Soggetto, quindi) che possono essere stimolate anche dall'esterno e non per forza da qualcosa di materiale (es. Vedo delle belle castagne dal fruttivendolo, penso a quanto saranno buone una volta arrostite, decido di comprarle, le compro e poi le cuocio, stessa cosa può avvenire se vedo una bella giornata e decido di uscire...), questi processi sono poi suddivisi in cognitivi e mentali, vediamo quali sono:

Processi cognitivi:
  • Percezione;
  • Attenzione;
  • Intelligenza;
  • Memoria;
  • Immaginazione;
  • Pensiero;
  • Linguaggio;
  • Coscienza:


Processi mentali (detti anche dinamici):
  • Bisogno;
  • Pulsione;
  • Attaccamento;
  • Emozione;
  • Motivazione;
  • Personalità;

N.B. ci sono poi tra i processi mentali anche la sensazione, l'opinione, l'atteggiamento e il comportamento manifesto, ma hanno una classificazione a parte perché sono più complessi.

Come ben sappiamo però, non possiamo mai conoscere qualcosa (o qualcuno) se non conosciamo il suo passato, perciò è opportuno fare una breve ma fondamentale dissertazione storica sul campo di studi più bello del mondo: il termine "Psicologia" deriva da due termini greci: psyché (spirito, anima) e logos (discorso, studio), il che vuol dire che letteralmente l'insieme significa "lo studio dello spirito o dell'anima", tuttavia, il significato è cambiato spesso nel corso dei secoli, fin quando si è arrivati alla forma latina "psychologia" che si ritiene sia stata introdotta da Filippo Melantone umanista, teologo e astrologo tedesco protestante (nonché comparsa nella Melevisione) e resa popolare nel Settecento da Christian Wolff e Immanuel Kant (che fece da spartiacque tra la psicologia puramente filosofica e quella basata su metodi empirici). 
Come certamente saprete, la lettera simbolo della Psicologia è la greca psi

Fonte: Lettera Psy
del quale ho scelto questa immagine perché, iconograficamente, la parola psyché è rappresentata come una farfalla (motivo per cui sugli antichi vasi greci l'anima è rappresentata proprio come questo delizioso insetto).
Nonostante la Psicologia affondi le proprie radici praticamente in tutta la storia dell'uomo, la nascita formale della disciplina viene da tutti riconosciuta nel 1879, anno in cui Wilhelm Wundt fondò il primo Laboratorio di Psicologia Sperimentale a Lipsia
Cosa è successo da allora? Abbiamo avuto diverse correnti del pensiero psicologico, dove le principali (con le loro personalità di spicco) sono:

  • Associazionismo (Ebbinghaus, Thorndike, ...);
  • Strutturalismo (Fechner, Wundt, Titchner, ...);
  • Riflessologia (Pavlov, ...);
  • Funzionalismo (James, Dewey, ...);
  • Teoria della Gestalt (Brentano, Wertheimer, Koffka, Köhler, Lewin, Asch, Festinger, ...)
  • Comportamentismo (Watson, Skinner, ...);
  • Cognitivismo (Piaget, Neisser,...);
  • Scuola storico-culturale (Vygotskij, Lurija, ...);
  • Psicoanalisi (Breuer, S.Freud, Jung, Abraham, Ferenczi, Rank, Klein, A. Freud, Bion, Lacan, Bowlby, ...) ;
  • Psicologia analitica (Jung, Adler, ...)


E si sono sviluppate diverse branche sia teoriche (e quindi di ricerca) che di intervento (quindi terapeutiche), tra le quali ricordiamo le principali:

Teoriche:

  • Neuropsicologia;
  • Psicologia clinica;
  • Psicologia dinamica;
  • Psicologia culturale;
  • Psicologia del lavoro;
  • Psicologia dello sport;
  • Psicologia della religione;
  • Psicologia dello sviluppo;
  • Psicologia della salute;
  • Psicologia generale;
  • Psicologia positiva;
  • Psicologia sociale;
  • Psicometria;
  • ...
Terapeutiche:
  • Analisi transazionale;
  • Automotivazione;
  • Ipnoterapia;
  • Psicoanalisi;
  • Psicologia clinica;
  • Psicologia dello sport;
  • Psicologia di comunità;
  • Psicoterapia;
  • Psicosomatica;
  • Terapia familiare;
  • Terapia cognitivo-comportamentale;
  • ...
Dopo aver visto cos'è la Psicologia, andiamo a rileggere l'aforisma di William James di inizio articolo e scopriremo anche, in pratica, a cosa serve! 
P.S. Sebbene MOOOOLTO lungo questo post non può, per ovvi motivi, essere esaustivo, né contenere tutte le discipline e tutti gli autori che meriterebbero (e meriteranno) dei post a parte. Il fine di questo post è di chiarire le idee soprattutto ai non addetti ai lavori e di instillare la curiosità di scoprire qualcosa di più su questa disciplina e sulle sue infinite branche. Inoltre tutti i post sono soggetti alle conoscenze dell'autrice, perciò in continuo aggiornamento.
P.P.S. spero, come al solito, che apprezziate la mia ironia.
*nel senso che non si potevano proprio pensare... :D

A presto,
Laura




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